INTERVISTA A IMMACOLATA TEMPONE AZZATO

“Ho sempre avuto il desiderio di esprimere nella professione la mia propensione per le relazioni umane “.

Un desiderio sorretto da valide motivazioni quello di Immacolata Tempone Azzato di Marsiconuovo in provincia di Potenza, laureata in Scienze dell’Educazione e in possesso di ben tre attestati conseguiti con l’Istituto Cortivo: Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia, Disabilità e Amministratore di Sostegno. Attualmente lavora presso la Cooperativa Sociale ISKRA di Sala Consilina, presso la quale si occupa dell’assistenza a domicilio di minori con disagio e difficoltà scolastiche. Cosa ti ha spinto, una volta laureata, a intraprendere il percorso formativo con l’Istituto Cortivo?

“Il mio sogno era di lavorare in un asilo nido e desideravo quindi conseguire una formazione specifica per l’infanzia. In effetti stavo già lavorando in un asilo nido e proprio questo mi aveva spinto ad approfondire le mie conoscenze in questo settore. Per circa quattro anni ho lavorato e studiato: è stato un periodo molto intenso, ma che mi ha permesso di sperimentare diverse realtà e, soprattutto, di mettermi alla prova in vari ambiti. Grazie agli studi con l’Istituto Cortivo e ai tirocini, infatti, ho potuto non solo esplorare meglio il mondo dell’infanzia, ma anche avvicinare il mondo dei disabili e le problematiche legate al disagio sociale”.

Cosa ha aggiunto l’Istituto Cortivo alla tua preparazione universitaria?

“Anzitutto la qualità nella relazione con i docenti, sempre estremamente disponibili, interessati alla mia storia e sempre molto incoraggianti, e poi la concretezza dell’esperienza sul campo, grazie alla quale ho potuto mettermi alla prova e verificare le mie capacità. L’Università prepara molto dal punto di vista teorico, ma il tirocinio è stato deludente. Diversamente, quelli svolti per l’Istituto Cortivo sono stati estremamente utili, una vera e propria fonte di arricchimento personale e professionale. Ripenso al primo, svolto all’interno di una Comunità per minori con disagio: mi è rimasto il ricordo dei ragazzi, con i quali anche una sola parola era fondamentale nella relazione d’aiuto, e poi il rapporto con l’èquipe, ricco di scambi, confronti, suggerimenti… Conservo ricordi molto belli anche del tirocinio con i disabili e di quello come Amministratore di Sostegno presso il comune di Potenza”.

Hai vissuto a Salerno per otto anni: come è stato il rientro in Basilicata?

“Ho trovato una realtà cambiata in positivo. Il Comune di Potenza aveva avviato molti e interessanti progetti che riguardavano le aree della disabilità e del disagio sociale. È stato proprio presso il Comune di Potenza, mentre facevo tirocinio con i disabili, che ho incontrato una signora che mi ha fatto conoscere la Cooperativa Sociale ISKRA. Mi hanno chiamato e mi hanno fatto una proposta fantastica: lavorare il mattino e svolgere il tirocinio nel pomeriggio… Sono stata assunta nel novembre del 2009 con un contratto a tempo determinato”.

Di cosa ti occupi?

“Seguo a domicilio quattro minori, ma, probabilmente, mi saranno affidati altri casi. Fra gli altri assisto una bimba con difficoltà di apprendimento. Quando l’ho conosciuta, non riusciva a leggere, a scrivere e a comprendere i numeri. Ora, grazie anche al lavoro fatto con la logopedista, è molto migliorata. Tra i ragazzi che mi sono stati affidati c’è anche una quindicenne due volte bocciata alle medie: un’adolescente ribelle, ostile nei confronti degli insegnanti, con un atteggiamento da bulletta. Con lei ho lavorato molto non solo sulle sue difficoltà scolastiche, ma anche sulle motivazioni, facendola riflettere sull’importanza dello studio come strumento per poter realizzare i suoi sogni futuri. Altro caso quello di un ragazzino di famiglia poverissima: quando sono andata da lui mi sono accorta che non possedeva nulla, niente colori, fogli, materiale didattico… Allora mi sono rivolta al Comune e sono riuscita a fargli avere l’essenziale”.

Lavori quindi con il disagio minorile…

“Sì, mi sono attivata anche per creare un campo estivo che abbiamo chiamato Punto Ludico, riservato proprio a bambini provenienti dalle famiglie più povere e in difficoltà. Abbiamo avuto molti riscontri positivi e abbiamo quindi deciso di tenerlo aperto tutto l’anno. Qui i ragazzi trovano quello che non hanno a casa, giochi, materiali, attività e stimoli per crescere e per sperimentare. Lavoriamo sull’autostima, sulla concezione del sé, li aiutiamo ad essere più consapevoli dell’importanza dell’igiene personale, delle regole, del fatto di coltivare le amicizie”.

Qualche progetto in vista?

“Sì, aprire un asilo nido o una struttura simile al Punto Ludico. Avevo già iniziato a muovermi in questo senso, ma ho trovato troppi intoppi burocratici. Ci voglio però riprovare al più presto. Nel frattempo, le mie competenze sono cresciute e mi sento più sicura e in grado di farcela. Nel progetto, vorrei coinvolgere mio fratello e una mia amica laureata in Psicologia”.