INTERVISTA A DOMENICO GIAMPIETRUZZI

Raggiungiamo Domenico Giampietruzzi a Santeramo in Colle in provincia di Bari, la sua città di residenza, per farci raccontare come ha vissuto questi primi mesi nel ruolo di insegnante dell’Istituto Cortivo.

Penso proprio di essere il più giovane docente dell’Istituto Cortivo. Ho 23 anni e dallo scorso settembre insegno presso il Centro Didattico di Bari due materie, Comunicazione e Marketing Sociale e Legislazione Sociale e Sanitaria. Inoltre sono titolare del corso per Amministratore di sostegno, la nuova proposta dell’Istituto Cortivo finalizzata a formare professionisti che siano in grado di fornire adeguato supporto amministrativo e giuridico alle categorie più deboli con in primo piano anziani e disabili.

Come e quando sei giunto in contatto con l’Istituto Cortivo?

Ho un fratello disabile e per questo sin da bambino ho sviluppato una particolare sensibilità nei confronti del disagio. Dopo il diploma di ragioneria cercavo un percorso di formazione che mi consentisse di approfondire le tematiche sociali e dell’assistenza. È stato così che, attraverso internet, ho incontrato la proposta dell’Istituto Cortivo, che mi è sembrata particolarmente interessante perché mi permetteva anche di seguire la strada che volevo intraprendere, ovvero gli studi universitari. In questo modo da una parte ho accumulato studi ed esperienze in ambito assistenziale e, dall’altra, ho avuto modo di analizzare le questioni sociali e gli sviluppi e tendenze delle politiche di welfare in Italia e all’estero. È stato un training impegnativo ma entusiasmante, che mi ha confermato quanto bisogno di preparazione ci sia per poter comprendere e affrontare con i giusti strumenti le tante situazioni difficili purtroppo diffuse nella nostra società.

Ti sei già laureato?

Sì, ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche – Relazioni Internazionali e adesso sto conseguendo la specialistica. Ho anche l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per anziani e, oltre a insegnare e studiare, sto anche facendo del mio meglio sul fronte delle iniziative sociali. Sono infatti socio della CooperVolontariatoSanteramo, una cooperativa per la quale gestisco come Operatore Socio Assistenziale due progetti: uno è SOS Estate, dedicato a fornire aiuto quotidiano agli anziani in difficoltà che rimangono soli nel periodo estivo, l’altro è Amico È, finalizzato a creare momenti di socializzazione tra normodotati e disabili in occasione delle festività. Inoltre ho presentato insieme ad altri presso la Comunità Montana di Gioia del Colle un progetto per la costituzione di una biblioteca e di uno sportello turistico sovracomunale.

Puoi raccontarci come va con l’insegnamento?

Il momento che credo mi ricorderò per tutta la vita è stato il primo giorno da solo, senza l’insegnante titolare al mio fianco. È stato emozionante trovarmi nel ruolo di docente a confronto con più di venti giovani come me. Le mie prime parole sono state: ‘Sono stato studente dell’Isituto Cortivo e adesso sono insegnante’. Poi la lezione è andata benissimo, due ore mi sono sembrate due minuti, mi hanno fatto tante domande alle quali ero felice di poter rispondere in base alla mia doppia esperienza diretta di allievo e lavoratore nel sociale. Un bel feed-back, un rapporto diretto e schietto, molto positivo e produttivo.

In chiusura, da insegnante dell’Istituto Cortivo e da lavoratore nel sociale, cosa ti senti di dire agli allievi ed ex-allievi che leggeranno questa intervista?

Che la strada che hanno scelto non è facile, ma può dare loro vere e grandi soddisfazioni. I corsi dell’Istituto Cortivo abilitano a lavorare nel privato sociale, un ambito in cui le raccomandazioni valgono poco mentre valgono invece le doti personali, l’attitudine e l’impegno, cui l’Istituto Cortivo aggiunge una formazione fornita da docenti qualificati sulla base di un valido programma didattico. Così si diventa professionisti nel sociale e così, grazie ai Corsi di Impresa Sociale che ho recentemente frequentato anch’io, si può scoprire di avere la stoffa giusta per diventare imprenditori e quindi protagonisti in prima persona di un privato sociale che continua a crescere, con volontà, per dare sempre di più a chi ha bisogno.